Inseguendo le ombre del colibrì: recensione

Inseguendo le ombre dei colibrì è un libro appartenente alla letteratura di viaggio, edito da Alpine Studio nel 2017 e facente parte della collana “Orizzonti”.

L’autore, Paolo Luigi Zambon, che esordisce proprio tramite questo scritto, narra di un viaggio intrapreso con la propria compagna; in sella ad uno scooter, ci porta con sé ad attraversare i variegati paesi dell’America latina per un totale di 23.000 km in otto mesi. Già dal titolo dell’opera, ben presto spiegato, si percepisce quella nota di romanticismo che si fa largo, dolce e contagiosa, tra le righe di un racconto on the road scritto con sapienza; romanticismo che rende il libro apprezzabile tanto da coloro che sono effettivamente interessati a quell’angolo di mondo (i quali non dovrebbero prescindere da questa lettura), quanto da coloro che quell’angolo non lo conoscono affatto.

I temi che vengono affrontati, con minuzia quando necessario, sono molteplici e dagli ambiti più disparati: si spazia dalla politica attuale, all’arte, alla cronaca, alla storia con una velocità che si potrebbe ricondurre a una valanga. E proprio valanga potrebbe essere il giusto termine per descrivere questa esperienza di lettura: una valanga di colori, di sapori e persino di profumi, di luoghi e di incontri, di eventi che si susseguono
e inesorabili si riversano nella mente del lettore, arricchendolo e inebriandolo con la stessa energia che l’autore ha saputo cogliere in quelle terre e fra quelle piazze, e che ha saputo incatenare a una pagina bianca scegliendo le giuste parole.

Mi sono resa conto che qualcosa, di questo libro, fosse diversa nel momento in cui ancora una volta, come un’ombra dal mio passato, mi sono ritrovata a ricercare su una mappa i nomi dei paeselli toccati dall’autore, quasi fossi la terza protagonista del suo viaggio straordinario. Mi sono ritrovata incantata dalla bontà d’animo di chi ha ben poco e nonostante ciò donerebbe ogni cosa; rattristata per la storia di chi aveva provato a tuffarsi in un mondo migliore da cui poi era stato cacciato ed emozionata, invece, per chi da quel mondo migliore era tornato perché “tutti i soldi del mondo non possono comprare l’aria che si respira nella terra in cui sei nato”.

Inseguendo le ombre dei colibrì è un racconto che consiglio a chiunque abbia curiosità del mondo. Va letto con la dovuta calma, specie quando l’autore racconta con una febbrile insistenza, data probabilmente dall’enorme quantità di ricchezze scorte, perché possa essere apprezzato appieno. I risultati non potranno che essere una mente più consapevole e un cuore colmo d’emozione.

Veronica Sugameli

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