Il mago del Cremlino – Alle origini di Putin: recensione

Rowland (Jeffrey Wright) è un giornalista statunitense che un giorno, trovandosi a Mosca per lavoro, viene contattato da una persona misteriosa per una intervista. Anche se il mandante non lo dice esplicitamente, Rowland capisce che la persona che dovrebbe incontrare è nientemeno che Vadim Baranov (Paul Dano), l’ex spin doctor di Vladimir Putin (Jude Law).

Una situazione strana e probabilmente molto pericolosa (del resto, nessuno è al sicuro in Russia), ma al tempo stesso unica nel suo genere. Un po’ come quando Michael Jackson aprì le porte del Neverland Ranch a Martin Bashir: impossibile per un giornalista non accettare questa occasione, considerando che Baranov da qualche anno, dopo essersi ritirato a vita privata, è praticamente “scomparso dai radar”.

Così un’auto porta Rowland in una viletta nel cuore di una foresta Russa, dove ad attenderlo è proprio il mago del Cremlino.

Vadim Baranov comincia presto a raccontare a Rowland tutto quanto, senza filtri.

Si parte dalle origini della sua famiglia (con il nonno imperialista e il padre bolscevico), alla caduta dell’Unione Sovietica per via di Gorbaciov ed El’cin, fino alle origini di Putin, colui che dal 1999 è il nuovo Zar della Russia.

Pubblicato da Giuliano Da Empoli nel 2022, Il mago del Cremlino è un romanzo a chiave su Vladimir Putin e il suo più stretto consigliere.

Questo genere di scrittura non pretende di raccontare la realtà storica, anche perché quest’ultima è sempre difficile da individuare (in assenza di video, come si può essere certi al 100% di ciò che avviene nelle stanze chiuse del potere?)

Semmai è più un modo di provare ad ipotizzare la realtà, attraverso l’utilizzo di

personaggi realmente esistiti ed altri che sono solo ispirati ad essi.

Non è mai esistito un Vadim Baranov, però Vladislav Surkov era a tutti gli effetti il vero mago del Cremlino.

Il film di Olivier Assayas ribadisce fin dai titoli di testa tutto questo, andando poi a trasporre in maniera quasi del tutto fedele ciò che viene narrato nel racconto originale (solo il personaggio di Ksenija, interpretato da un’ottima Alicia Vikander, è stato ampliato rispetto a quello originale).

“Più le cose cambiano, più restano le stesse”.

Questa frase invece non è presente nel libro/film, ma è capace di sintetizzare al meglio tutto ciò che narra Il mago del Cremlino.

Tra la Seconda guerra mondiale e la caduta del muro di Berlino molti totalitarismi

europei sono spariti, ma appunto non tutti, e la Russia ne è l’esempio più lampante. Dopo pochi di anni di delicata democrazia, sorretta dal capace ma cagionevole El’cin. ecco arrivare Putin.

Come è possibile che un solo uomo sia al comando di questo Paese (quasi) interrottamente dal 1999?

I motivi sono molteplici. Il mago del Cremlino, al pari del romanzo, è un racconto molto complesso. Ricco di dialoghi su questioni sociopolitiche, e non solo.

Da vedere (e rileggere) più volte, in poche parole, per poterlo comprendere appieno. Ma due punti risaltano sugli altri.

L’importanza della comunicazione, e la presenza di un uomo forte in grado di parlare al cuore della gente comune.

Un film monumentale, in grado di far conoscere a nuove persone il genio creativo di Giuliano Da Empoli, e che incredibilmente non è stato preso in considerazione per i prossimi premi Oscar.

Merito anche del cast scelto per l’occasione. Jude Law e Will Keen, grazie a un normalissimo lavoro di trucco e parrucco (non è stato dunque utilizzato il trucco prostetico) assomigliano tantissimo ai veri Vladimir Putin e Boris Abramovič Berezovskij.

Inoltre, per quel che riguarda il primo, è stato in grado di rappresentare l’attuale presidente russo senza cadere minimamente nel macchiettistico, nonostante il cinema attuale punti molto su questo tipo di satira (basta pensare a Una battaglia dopo l’altra). Importante anche l’aver puntato sulla voce fuori campo. Mantiene lo spirito narrativo del romanzo, e inoltre Paul Dano è stato particolarmente ipnotico nel raccontare tutto quanto.

Il mago del Cremlino, nonostante l’ambientazione, è un lungometraggio girato completamente in lingua inglese. Una scelta più che legittima: anche gli Anglosassoni vogliono ascoltare un film, e non leggere continuamente i sottotitoli.

Dopo essere stato presentato in anteprima il 31 agosto 2025 all’829 Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, Il mago del Cremlino sarà al cinema per tutti in Italia da giovedì 12 febbraio 2026, grazie a 01 Distribution.

Valerio Brandi