Il diavolo veste Prada 2 riparte da un’operazione nostalgia dichiarata:
Andrea Sachs (Anne Hathaway), ora giornalista affermata, torna a Runway dopo
vent’anni, accanto alla temibile Miranda Priestley (Meryl Streep).
Le due pluripremiate attrici (4 premi oscar in due) non sono le uniche a tornare in questo seguito. Oltre al regista (David Frankel), sceneggiatrice (Aline Brosh McKenna) e produttrice (Wendy Finerman) ci sono anche i personaggi di Nigel Kipling (Stanley Tucci), Emily Charlton (Emily Blunt), Lily (Tracie Thoms) e Irv Ravitz (Tibor Feldman).
Il sequel, infatti, intreccia il loro cammino con le sfide di un’industria dominata da algoritmi, politicamente corretto e social media, ma finisce per accumulare troppi temi lanciati senza convinzione e mai sviluppati. La storia, pur scorrevole, non ha nulla dell’originalità che aveva reso iconico il primo film.

La moda, cornice elegante grazie al Made in Italy, e alle numerose scene girate a Milano e dintorni, è ridotta a semplice scenografia.
Mentre Andy domina con i look più incisivi e una sicurezza che mette in ombra tutto il resto, Miranda sembra invece spesso incapace di orientarsi tra linguaggi, ritmi e sensibilità delle nuove generazioni.
Tuttavia, Miranda non segue la moda, la crea. Ma se il potere cambia volto, sarà ancora il suo regno, o that’s all?
Prodotto da Wendy Finerman Productions e Sunswept Entertainment, Il diavolo veste Prada 2 sarà al cinema in Italia a partire da mercoledì 29 aprile 2026, e grazie alla distribuzione di 20th Century Studios e Disney.
Gaia Brandi