I fantastici 4 – Gli inizi: recensione

Arrivato alla Fase Sei del suo percorso cinematografico, il Marvel Cinematic Universe prende la decisione di aprire tale ulteriore strada con una nuova trasposizione di coloro che hanno dato inizio al noto regno della famosa casa fumettistica, ovvero quei Fantastici quattro che i compianti Stan Lee e Jack Kirby crearono nel lontano 1961.


Quindi, dopo aver visto la luce nel regno del cinema prima in un film boodleg realizzato nel 1994 diretto da Oley Sassone, poi in una versione blockbuster nel 2005 per la regia di Tim Story e infine in veste dark nel 2015 sotto la direzione di Josh Trank, questi supereroi tornano in sala in una nuova ulteriore veste, tentando di riuscire in quello che i suoi predecessori finora non sono stati in grado di realizzare:ovvero ricreare su fotogrammi quel giusto spirito mitologico fumettistico.

Sotto la regia di Matt Shakman, nome con all’attivo un solo film (Cut bank – Crimine chiama crimine) e tanta tv (tra cui WandaVision della Marvel stessa), questo I fantastici 4: gli inizi regala quindi una nuova pelle ai nostri protagonisti astronauti geneticamente modificati, in questa occasione interpretati da Pedro Pascal/Reed Richards alias Mr. Fantatsic, Vanessa Kirby/Susan Storm alias la Donna invisibile, Edon Moss-Bachrach/Ben Grimm alias la Cosa e Joseph Quinn/Johnny Storm alias la Torcia, ed è ambientato in un universo parallelo che risponde la nome di Terra-828, dove i nostri, nella loro New York anni ’60 ma ricca di elementi futuristici, sono ormai considerati dei veri e propri patrioti della giustizia, combattendo il crimine e facendo sì che nulla possa fare del male alla popolazione mondiale.

Questo fino a quando non si presenterà nei cieli della loro città una strana creatura, denominata Silver Surfer (Julia Garner), la quale porta un messaggio minaccioso: la terra è in pericolo, Galactus (Ralph Ineson), il divoratore dei mondi, sta per arrivare e ha intenzione di cibarsi dell’intero pianeta.

Decisi a trovare una soluzione, Reed e i suoi compagni faranno il tutto e per tutto per evitare tale tragedia, ma la posta da pagare risulterà troppo alta ed i Fantastici 4 dovranno quindi entrare in azione per far valere i propri principi di supereroi.

Come già anticipato, ogni trasposizione cinematografica di questa opera fumettistica non riesce a regalare quel giusto mito ai suddetti personaggi, e in tutta franchezza non riesce in questa operazione neanche il film di Shakman stesso; innanzitutto, dato il titolo I fantastici 4: gli inizi, ci troviamo di fronte ad un film che non mostra affatto la loro genesi, perché già ad inizio visione gli stessi hanno i propri rispettivi poteri, la cui creazione viene introdotta frettolosamente da uno speaker televisivo stile anni sessanta.

E continuando con questo taglio stilistico retrò Shakman prosegue la propria narrazione che, in parte ispirata ed in parte ancorata su un’ottica prettamente da piccolo schermo, porta il qui presente titolo su un risultato che di buono ha soltanto la voglia di rendersi classico a tutti i costi, senza fare riferimenti ad altri universi Marvel e abbandonando un’estetica fin troppo asfissiante di colori e di esplosioni.

Il che non inquadra alla perfezione I fantastici 4: gli inizi, sfruttando poco e niente le qualità dei suoi interpreti come anche dei personaggi che interpretano (lo stesso Richards di Pascal non mostra pienamente le proprie doti se non verso lo scontro finale e basta), e risultando quindi come un’ennesima occasione persa per mostrare la grandezza del suo fumetto originario.

Non un disastro totale, ma veramente ci si aspettava qualcosa di più da I fanastici 4: gli inizi, soprattutto considerando il fatto che già altre tre volte i risultati cinecomic di questi eroi non siano mai andati oltre una certa media.

Mirko Lomuscio