Bart Layton torna dietro la macchina da presa. Dopo L’impostore e American Animals siamo di nuovo di fronte a una storia di criminalità, solo che questa volta non ha bisogno di unire personaggi inventati ai veri protagonisti della vicenda, perché Crime 101 – La strada del crimine è tutto tranne che un documentario.
Siamo di fronte a un racconto di finzione, basato sul romanzo di Don Winslow.
Quest’ultimo è un vero maestro del genere poliziesco, basti pensare che il suo Le belve è diventato uno dei film più recenti di Oliver Stone.
Crime 101 – La strada del crimine, al cinema in Italia dal 12 febbraio 2025 grazie a Sony ed Eagle Pictures, ha come principale protagonista Mike Davis (Chris Hemsworth), un abilissimo rapinatore. Negli ultimi anni non solo è riuscito ad accumulare una enorme fortuna rubando sempre a persone facoltose, ma nessuno è mai riuscito neanche a vederlo in volto.
L’unico indizio individuato da Lou Lubesnick (Mark Ruffalo), detective della città di Los
Angeles, è che questi colpi avvengono tutti lungo la strada 101.
Tutti questi furti gravano un sacco sulle agenzie di assicurazioni: e proprio per questo motivo la broker Sharon Colvin (Halle Berry) verrà suo malgrado coinvolta in questa vicenda.
Crime 101 – La strada del crimine è un lungometraggio lungo 140’. Un po’ tanti, ma
necessari, perché oltre a tanti personaggi si intrecciano vari generi, e non solo.
Un film che si può definire sia classico che moderno, per ciò che mostra ma anche per le citazioni.
Un thriller poliziesco attuale perché il mondo digitale è importantissimo ai fini dei colpi. Occhio a ciò che postate sui social. Ma se questo è scontato, Crime 101 – La strada del crimine ci mostra anche un’altra modalità… decisamente piccante!
Ma è al tempo stesso vintage perché ricorda molto Il caso Thomas Crown del 1968 (giustamente citato dal personaggio di Mark Ruffalo).

E si può anche considerare come un western, sia perché viene nominato John Wayne, ma anche perché i colpi ai portavalori non sono un po’ come i vecchi assalti alle diligenze? E anche se su mezzi motorizzati, gli inseguimenti tra Mike Davis e il suo rivale criminale Ormon (Barry Keoghan) fa molto frontiera americana.
Crime 101 – La strada del crimine è anche un classico poliziesco per via del suo
protagonista. Nonostante un’infanzia difficile, il personaggio Mike Davis non è poi così cattivo. Sembra un po’ un ladro gentiluomo alla Arsenio Lupin, che cerca comunque una vita normale, soprattutto quando sulla sua strada incontrerà la bella Maya (Monica Barbaro).
Un film che parla anche di corruzione della polizia, di povertà, di ingiustizie sul posto di lavoro. Il finale è parecchio anticapitalista, come molti film usciti in questo periodo, anche se in questa occasione il discorso è affrontato in maniera decisamente più intelligente rispetto alla media.
Un lungometraggio davvero avvincente e coinvolgente, con un’ottima versione italiana. Scritto e diretto da Simone Mori (che è anche la voce di Townsend) presso la CDC Sefit (con l’assistenza di Loris Torsani ed Andrea Pochini come fonico di Mix), il doppiaggio italiano di Crime 101 – La strada del crimine presenta un cast ricchissimo di doppiatori professionisti.
Parliamo di Massimiliano Manfredi (Mike Davis), Riccardo Rossi (Lou Lubesnick), Francesca Fiorentini (Sharon Colvin), Domitilla D’Amico (Maya), Mirko Cannella (Ormon), Stefano De Sando (Money), Simone Crisari (Tillman), Riccardo Scarafoni
(Stewart, il capo della polizia), Eva Padoan (l’insegnante di yoga), Stefano Crescentini (Mark), Gabriele Sabatini (Ben Haddad), Andrea Lavagnino (Sammy), Massimo De Ambrosis (Monroe), Giulia Franceschetti (Adrienne), Manuel Meli (Devon), Andrea Pirolli (Alì), Mirta Pepe (Anne), Stefano Grillo (Masoud), Phil (Roberto Gammino), Mattia Billi (Grant) e Claudia Razzi (Angie).